Ultime notizie Parma – Alla fine ha prevalso la tesi che quello di Emanuele Calaiò è stato un tentativo vero e proprio di illecito sportivo. Questo quanto stabilito dal Tribunale Federale Nazionale, che però ha salvato la Serie A del Parma. I ducali partiranno nella prossima stagione con 5 punti di penalizzazione, mentre due gli anni di squalifica per l’attaccante Calaiò. Dunque i messaggi whatsapp inviati dal centravanti siciliano ai colleghi dello Spezia, tre giorni prima del match, sono costati caro.

Ecco la sentenza nel dettaglio emessa dal TFN

Di seguito il comunicato del TFN: “Il Tribunale Federale Nazionale, presieduto dall’avvocato Mario Antonio Scino, ha comminato al Parma una penalizzazione di 5 punti da scontare nella stagione 2018-19 e una squalifica di 2 anni, più un ammenda di 20 mila euro, al calciatore Emanuele Calaiò, in relazione al deferimento della Procura federale per la vicenda dei messaggi sospetti precedenti la gara Spezia – Parma.

“Ebbene – si legge nel comunicato del TFN – alla luce dei principi testé enunciati, questo Tribunale ritiene provato che il Calaiò, nell’inviare all’ex compagno De Col i messaggi in questione, abbia posto in essere il tentativo di illecito previsto dall’art. 7, comma 1, CGS, irrilevante essendo che, nello specifico, a tutto voler concedere, questi possa essersi riferito unicamente alla propria incolumità fisica. E’ di tutta evidenza, invero, che anche la sollecitazione e/o l’invito ad omettere interventi di gioco sulla propria persona, ove accolta, possa ritenersi idonea, quanto meno in termini di tentativo, ad alterare l’andamento e/o lo svolgimento della gara”.

Adesso cosa succede: il Parma farà ricorso?

Adesso la domanda è, cosa farà il Parma? Le strade sono due. La prima è quella di accettare il verdetto e ripartire in Serie A con un meno 5. La seconda è fare ricorso in Appello e rischiare di vedersi aggravare la propria posizione. Scontato invece l’appello di Calaiò che, con una squalifica di due anni, metterebbe di fatto fine alla propria carriera, lui che è un classe 1982.

La Nota del Parma che preannuncia il ricorso

Il club crociato ha replicato con un comunicato ufficiale che sottolineal’intenzione di pronto ricorso alla Corte Federale di Appello. Ecco la nota:

“Il Parma Calcio 1913 prende atto con enorme amarezza della sentenza emessa in data odierna dal Tribunale Federale Nazionale. Riteniamo abnorme la condanna del nostro tesserato Emanuele Calaiò rispetto ai fatti all’origine del deferimento e iniqua, illogica ed in contrasto con la recente giurisprudenza sportiva la pesantissima penalizzazione per responsabilità oggettiva inflitta alla nostra società.

Confidiamo che la totale estraneità del Parma Calcio 1913 ad ogni comportamento meno che lecito venga riconosciuta già dalla Corte Federale di Appello, a cui ricorreremo in tempi brevissimi, nell’auspicio di trovare giustizia”.

Credits Foto: virgiliosport.it

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