Ultime notizie Bari – Il Bari è di Aurelio De Laurentiis. Una svolta arrivata in poche ore, dalla mattinata di martedì, sino all’epilogo finale e all’annuncio ufficiale del sindaco Antonio Decaro. A Napoli non l’hanno presa bene, “invitando” anche il numero uno dei partenopei a lasciare il club azzurro. A Bari c’è entusiasmo, ma anche tra il popolo biancorosso c’è un po’ di scetticismo sulla convivenza col Napoli. Nel frattempo però, questa mattina lo stesso De Laurentiis ha parlato in conferenza stampa, motivando la propria scelta di scendere in campo anche col Bari.

Innanzitutto è intervenuto il sindaco Decaro: “Oggi consegniamo il titolo sportivo alla Filmauro e a De Laurentiis. Io non consegno solo un titolo, ma un pezzo importante della comunità barese. Sono migliaia i tifosi della città e dell’area metropolitana. Per me è stata una responsabilità fortissima e importantissima, per custodire la passione dei tifosi e la storia di una squadra di 110 anni.”

La conferenza stampa di De Laurentiis

Ecco poi prendere la parola il nuovo patron dei biancorossi: “Grazie al sindaco per la fiducia accordata alla mia persona e al mio gruppo. Quando mi hanno informato del Bari ero in ritiro a Dimaro con la squadra, volevo vivere tutte le fasi del Napoli di Ancelotti. Mi ha chiamato il sindaco, non abbiamo avuto un rapporto semplice. Ho detto che era inadeguato. Ho provato a chiamarlo per ore, senza ricevere risposta. Dopo ci siamo parlati, ci siamo trovati e ho detto che non posso fare un insieme tra Napoli e Bari. Il Bari ha la sua storia, rappresenta un territorio che ho sempre amato. Napoli ha altra storia e rappresenta un’altra terra che amo.”

Sugli obiettivi da raggiungere in breve tempo: “Il Bari ha una storia composta, lunga, di 110 anni. In questi anni ci sono state stagioni belle e altre meno belle. Vogliamo una cavalcata rapida per provare a tornare in Serie A. Dobbiamo lavorare sulle regole che non permettono di avere due squadre in A con la stessa proprietà. Vogliamo un cambiamento epocale”.

Credits Foto: Dino Panato/Getty Images

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